28 maggio 2026 ore 17
Sala del Buonumore Pietro Grossi
Conservatorio Cherubini di Firenze
prima assoluta
con interventi visuali dell’artista Andrew Quinn
Varnelis Variations
Live Electronics Alvise Vidolin
Pianoforte Giampaolo Nuti
Due notturni con figura
Regia del Live Electronics Marco Ligabue, Roberto Neri
Live Electronics Biagio Di Micco, Eugenio Perugini
Pianoforte Giampaolo Nuti
Progetto visivo Andrew Quinn
Musiche di Ivan Fedele
Due notturni con figura
Il ‘suono’ e il ‘senso’ del titolo richiamano immediatamente l’idea di un’opera pittorica, con le sue concretezze materiche e le sue astrazioni simboliche. In realtà, vera protagonista di questo brano è l’acqua: non quale materia fluida e sonora, così come l’hanno celebrata decine di compositori da Schubert e Liszt in poi, ma piuttosto come ‘ambiente’ del mondo sommerso, come elemento nel quale la diffusione e la percezione della luce e del suono sono altri, radicalmente diversi rispetto a quelli cui la realtà aerea ci ha abituati. Non è certo casuale che Fedele citi come riferimenti poetico-musicali due pagine caratterizzate da un’analoga intenzione evocativa: Vox balenae di George Crumb e La cathédrale engloutie di Claude Debussy.
Il pianoforte protagonista è, in effetti, collocato in un ambiente sonoro delimitato dall’elettronica in modo molto preciso. La disposizione e le caratteristiche dei dieci altoparlanti previsti costruiscono uno spazio geometrico, un parallelepipedo (forse un acquario?), all’interno del quale lo strumento svolge la sua azione. Il pianoforte è, come scrive Fedele, “la figura di cui parla il titolo, il soggetto che si muove nell’ambito del paesaggio sonoro”.
Infatti anche tutta la parte dell’elettronica deriva dal suono del pianoforte, prodotto dalla normale percussione dei martelletti, oppure con varie modalità all’interno della cordiera (strofinamento, percussione ecc.), oppure, quando si tratta di live electronics, con modi di trattamento del suono in tempo reale che privilegiano il morphing, la sintesi granulare, la spazializzazione, lo harmonizer. Dal punto di vista performativo sono previste diversi modelli di relazione fra il pianista e i musicisti che agiscono sul live electronics.
Due Notturni con figura è segnato dall’atmosfera di una notte ‘sommersa’, di una luce intensa ma opaca. È guidato dalla tensione poetica a ‘sfocare’ lo scatto sonoro perentorio e brillante che inesorabilmente segna l’emissione pianistica. In tal senso l’integrazione fra la parte acustica e quella elettronica risulta assai efficace sia nelle fasi in cui esse si sovrappongono, sia in quelle di assoluta alternanza, sia, soprattutto, in quelle di ‘azione e reazione’. Una caratteristica che si estende anche al piano formale. I ‘due’ notturni vengono infatti percepiti come un’unica composizione nella quale i confini fra le varie parti sembrano sempre sfumare e spezzarsi sia sulla linea temporale che su quella timbrica.
Varnelis Variations
Le Varnelis Variations per pianoforte e live electronics sono state commissionate dal Festival “Muzika erdvėje” in occasione della celebrazione dei 700 anni della città di Vilnius e sono ad oggi disponibili indefinitamente in un percorso audio e virtuale di visita della città, costituendo un’istallazione a
lungo termine all’interno della casa-museo di Varnelis. A Vilnius, nel corso di un sopralluogo in vista di questa commissione, Fedele ha visitato la Prigione Lukiškės, la Galleria Nazionale d’Arte, il Museo dell’Energia e della Tecnologia, il Museo MO, la Galleria Nazionale delle Arti, così come il Palazzo dei Granduchi di Lituania, ma èrimasto molto colpito dall’opera di Kazys Varnelis. Spiega il compositore: «Ho visto opere di optical art nel Museo MO e un dipinto di Kazys Varnelis mi ha colpito molto. In seguito, ho visitato la sua casa-museo e ho pensato che questo fosse il luogo che potesse ispirarmi a creare un pezzo musicale per Vilnius. Sarebbe bello tradurre le immagini in suoni! Nel museo mi sono sentito nel posto giusto, mi sono sentito al sicuro, a mio agio. Improvvisamente mi è venuta l’idea di un pezzo. Di notte, continuavo a svegliarmi e pensare a dipinti e musica. Comporrò questo pezzo con grande piacere, perché ho sempre avuto l’idea di creare suoni come colori». Prosegue Fedele, commentando più in particolare la sua nuova composizione in rapporto alle opere pittoriche che l’hanno ispirata: «Trovo che l’opera di Kazys Varnelis sia particolarmente interessante per un compositore poiché la dimensione astratta nonché le illusioni ottiche che induce possono stimolare la creatività musicale in modo originale e intrigante. E così è stato nel mio caso. Le Varnelis Variations sono una raccolta di brevi pezzi per pianoforte e live electronics divisi in due gruppi, quelli in “bianco e nero” e quelli “cromatici”. Quelli in bianco e nero utilizzano un linguaggio armonico meno colorato di quello cromatico, sfruttando esclusivamente l’alternanza e/o la sovrapposizione di gruppi di note bianche e nere. Quelli cromatici invece sono decisamente più “colorati” timbricamente, facendo riferimento a campi armonici più connotati. Dal punto di vista formale, invece, ho optato per la ricorsività dei pattern e delle figure, parafrasando così i processi “minimalisti” di Varnelis. Il live electronics ha il compito di realizzare ed enfatizzare tutte le microsfumature, le ombre e i trompe l’oeil presenti nelle opere del Maestro».
Il concerto fa parte di STEMS Rassegna di musiche elettroniche del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. La rassegna, giunta alla sua quinta edizione, è ideata e promossa dal dipartimento di Musica Elettronica e Scienze del Suono del Conservatorio L. Cherubini di Firenze con la finalità di creare progetti e attività produttive e per valorizzare e ampliare le competenze degli studenti del Polo delle Arti e del Design. A tal fine la rassegna vive attraverso la continua relazione tra il dipartimento di Musica Elettronica e Scienze del Suono con altri dipartimenti del Conservatorio e le altre Istituzioni del Politecnico.
La rassegna si realizza attraverso masterclass, workshop, laboratori, concerti ed eventi.
Sala del Buonumore Pietro Grossi
Sede centrale del Conservatorio Cherubini
Piazza delle Belle Arti 2, Firenze
INGRESSO LIBERO