22 e 23 ottobre 2026 ore 20
Teatro Niccolini di Firenze
SUOR ANGELICA
Giacomo Puccini
Messa in scena interna di fine laboratorio
Conservatorio di Musica Luigi Cherubini in collaborazione con Teatro Niccolini di Firenze
SUOR ANGELICA
Musica di Giacomo Puccini
Libretto di Giovacchino Forzano
Arrangiamento Concetta Anastasi
Direttore Dimitri Scarlato
Regia Francesco Torrigiani
Scene / Costumi / Disegno luci Francesco Torrigiani
Creazione della scenografia multimediale e videoproiezioni Viola Luciotto, Tiziano Preka
Coordinamento multimediale Giovanni Magaglio
Progettazione e realizzazione trattamento suoni, regia della musica elettronica Marco Ligabue, Lorenzo Milani, Biagio Di Micco, Eugenio Perugini
Sound Design e Coordinamento musica elettronica Marco Ligabue
Preparazione vocale Donatella Debolini, Gianni Fabbrini
Regista assistente Anna Tereshchenko
PERSONAGGI E INTERPRETI
Suor Angelica Alessia Battini / Evgenyia Vukkert
La zia Principessa Bori Soos / Antonia Fino
La Badessa Sareta Bega
La Zelatrice Eleonora Visentin / Anna Capoferri
La Maestra delle Novizie Renata Cimmino / Anna Broers
Suor Genoveffa Margherita Bingrossi / Lucrezia Tacchi
Suor Osmina Giada Carli / Sharina Bryan
Suor Dolcina Giulia Galtieri / San Yao
La suora infermiera Julia Sanchez / Angjela Ramaj
Due suore cercatrici Claudia Figueroa, Stella Tzina / Maria Potereiko, Svetlana Ryzhkova
Una novizia Giulia Galtieri / San Yao
Le converse Yaolin Chen, Costanza Mottola, Costanza Maestripieri / Yaolin Chen, Lin Yahui
ENSEMBLE STRUMENTALE
Fabio Montini violino primo *
Susanna Pasquariello violino secondo *
Dimitri Mattu viola
Lucio Labella Danzi violoncello
Franco Pianigiani contrabbasso
Giuseppina Ledda flauto
Simone Bensi oboe
Daniele Scala clarinetto
Filippo Riccucci fagotto *
Emanuele Butteri corno *
Sofia Agosta arpa
Fabio Pratesi e Irene Granelli suoni campionati e tastiere
[* collaboratori esterni]
CORO
Bingrossi Margherita, Bryan Sharina, Capoferri Anna, Carli Giada, Chen Yaolin, Figueroa Claudia, Galtieri Giulia, Liu Yahui, Maestripieri Costanza, Mottola Costanza, Potereiko Maria, Ramaj Angjela, Ryzhkova Svetlana, Sanchez Ulia, Sun Yao, Tacchi Lucrezia, Tzina Stella, Visentin Eleonora
MAESTRI COLLABORATORI E DI PALCOSCENICO
Direzione di scena Anna Tereshchenko
Maestro collaboratore al pianoforte / Maestro di sala
Maestro di palcoscenico
Maestro alle luci
Datore luci
DIREZIONE DI PRODUZIONE E COORDINAMENTO DIDATTICO
Coordinamento del progetto Roberto Neri
Centro di Produzione Fernando Scafati, Chandra Ughi, Francesca Gambelli e Nicoletta Bianchi
Centro Audio/Video Lorenzo Milani, Biagio Di Micco
Service Tecnico (Audio/Luci)
NOTE DI REGIA
La lettura drammaturgica dell’opera di Puccini in questa produzione studentesca parte dalla narrazione di un conflitto fra femminile e maschile secondo uno schema violento di subalternità del primo sul secondo e di controllo del secondo agito dal primo, il tutto inquadrato nella cornice della relazione col metafisico, visto ora come strumento di controllo dello spirito nel mondo ora come elemento di fuga salvifica dal mondo – anche solo anelata – da una mente femminile resa folle dalla violenza del conflitto stesso.
Così alla donna (alle donne) fisicamente – carnalmente presente/i in scena, la cui presenza si fa vibrazione sonora fisica nella voce pucciniana – fa da contraltare una parte visuale, digitale, che riferisce al maschio, anche visto come “contesto spaziale” entro cui si muove il dramma femminile. E tra i due elementi in conflitto, sopra di essi con funzione di medium, Dio (che sia Dio, Vergine Madre o altro) a tratti appare e poi scompare, per tornare protagonista nel finale: un elemento trascendente sottolineato dagli interventi originali dell’elettronica a dare accenti di “metafisica digitale” all’immanenza del divino.
Il dramma si ambienta in uno spazio distopico, simbolico, a volte astratto, visto attraverso un filtro freddo, che trova nella poetica del colore di Gregory Crewdson il riferimento alla solitudine dell’essere umano nella società anglosassone d’oltreoceano, e nelle tematiche del racconto The handmaid’s tale di Margaret Atwood (con le sue messinscena televisive) una più precisa relazione con un mondo distopico sì, ma chiaramente imbevuto di puritanesimo rudimentale, un mondo dove la sudditanza dal trascendente è strumento maschile per il mantenimento, anche in forme violente, del proprio potere sulla donna, sulle donne. La donna, le donne, si trovano quindi in scena completamente sole (non un solo oggetto fisico in scena), come in un ghetto dell’anima, accomunate tutte da questa condizione subalterna, servile, a prescindere dal ruolo che hanno: siano esse vittime, carnefici, complici, (Suor Angelica, Zia principessa, Badessa, le consorelle) le loro funzioni nel dramma sono state assegnate dal maschio e dal suo mondo, non già dalla natura delle proprie personalità.
Una condizione subalterna che non si riscatta neanche con l’atto finale: la fuga nella morte di Suor Angelica non ha niente di decisivamente liberatorio, non è un atto di ribellione, né di lotta, ma è un abbandono, una apparente fuga dal reale per il metafisico: un gesto che, essendo accompagnato dalla fede, conduce la protagonista ad un martirio che la consegna alle braccia di un dio maschio.
Ingresso a invito. Prenotazioni al link https://forms.gle/4yp7s7Zf9wt8AYAC7