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Insolite frequenze

Martedì 29 settembre 2026 ore 17.00
Villa Favard, Sala dei Giochi

INSOLITE FREQUENZE
Concerto multimediale di musica elettronica con installazioni audio-video

Amici del Conservatorio Luigi Cherubini, a cura del Dipartimento di Musica Elettronica e Scienze del Suono
all’interno del Festival delle Associazioni Culturali Fiorentine – Estate Fiorentina 2026

PROGRAMMA

Biagio Di Micco, H2O (2026) 

Piero Bindi, Fractures (2026) 

Anna Boso e Viola Luciotto, Waves on Mars + (2026) 

Gabriele Innocenti, Dissolvenze Eteree, (2026) 

Federico Ponti, Adagio, (2026)

 


NOTE DI SALA

Biagio Di Micco – H2O (2026) – 12’ 
video di Ralph Steiner (1929)
H2O è una sonorizzazione ambient elettronica sul video omonimo di Ralph Steiner del 1929. Che suono ha la luce sull’acqua? Nel 1929 il fotografo Ralph Steiner filmò gocce, fiumi e correnti così da vicino da trasformarli in pura luce. Ma quell’acqua era muta. Quasi cent’anni dopo, una musica elettronica prova a darle voce: scorre, si increspa, luccica insieme alle immagini, finché guardare e ascoltare non diventano una cosa sola.

Piero Bindi, Fractures (2026) – 7’56”
Si tratta di una composizione elettroacustica che indaga il concetto di frattura sia come fenomeno fisico sia come metafora di discontinuità, squilibrio e trasformazione. Al centro del lavoro si trova l’immagine del terremoto, inteso non soltanto come evento geologico, ma come esperienza di rottura e alterazione dell’equilibrio. Registrazioni sismiche, materiali digitalmente manipolati e strutture sintetiche si intrecciano in un paesaggio sonoro mutevole, nel quale il suono si incrina, si sposta, collide e progressivamente si ricompone. Movimento e direzionalità contribuiscono a costruire un’esperienza immersiva in cui l’ascoltatore attraversa continuamente stati di tensione e distensione. La frattura viene così intesa non esclusivamente come distruzione o perdita, ma anche come momento di trasformazione e possibilità. Ciò che si rompe lascia tracce, modifica l’ambiente e può generare nuove forme di relazione. Fractures propone quindi un ascolto sospeso tra crollo e ricostruzione, presenza e assenza, caos e nuova coerenza.

Anna Boso e Viola Luciotto, Waves on Mars + (2026) – 7’ 34”
Brano acusmatico spazializzato a 8 canali abbinato a una patch video.  Si tratta di un’opera audiovisiva interattiva che fonde field recording rielaborato digitalmente e un’ambientazione interstellare in un paesaggio sonoro Ambisonic a 8 canali, progettato per ruotare dinamicamente attorno al pubblico. La componente visiva presenta un’immagine 3D particellare astratta, ma coerente con il tema dell’opera, generata in TouchDesigner. Tramite l’utilizzo di diversi sensori, i movimenti degli spettatori hanno la capacità di alterare in tempo reale il suono e le immagini. Il pubblico diventa quindi parte integrante della performance ed è invitato non solo all’ascolto del brano originale, ma soprattutto a esplorare l’installazione interagendo attivamente con i diversi sensori.

Gabriele Innocenti, Dissolvenze Eteree, (2026) 10’30”
Il brano si basa su diversi strati di registrazioni naturali, sovrapposti a elementi più o meno tradizionali del flauto traverso e dell’ottavino. Queste componenti si incontrano, in alcuni punti del brano, sul piano frequenziale diventando un’entità unica. Durante la performance dal vivo, il Behringer Model 15 interagisce attivamente con la parte fissata aggiungendo una componente nettamente analogica.

Federico Ponti, Adagio, (2026) – 11′ 31”
Il video non ha una trama vera e propria, ma mostra delle sequenze di ripresa che pongono al centro dell’attenzione la natura, l’essere umano e le sue opere artificiali. La sonorizzazione è data dall’idea di contrapposizione e trasformazione del materiale sonoro che, per ogni sequenza, ha il compito di accompagnare questa dualità tra il mondo naturale e quello non naturale, ponendo l’essere umano al centro delle due.


Scopri tutto il programma del Festival delle Associazioni Culturali 2026 

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