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Musica Antica per la Giornata Nazionale degli ospedali Storici Italiani

Domenica 5 ottobre 2025 ore 11.00 
Chiesa di Sant’Egidio in Santa Maria Nuova 

Ospedale di Santa Maria Nuova, Firenze 

Concerto in occasione della Giornata Nazionale degli ospedali Storici Italiani (ACOSI)
a cura del Dipartimento di Muisica Antica del Conservatorio Cherubini
in collaborazione con Fondazione Santa Maria Nuova ETS

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Höchster, was ich habe
Aria dalla cantata Brich dem Hungrigen dein Brot BWV 39 (Lipsia, 1726) per soprano, flauto dolce e basso continuo

Viola Conti soprano
Yaroslava Maltseva flauto dolce
Morgan Zearott clavicembalo

Questa cantata venne composta da Bach nel 1726 per la prima domenica dopo la Trinità che quell’anno cadeva il 23 Giugno. I versi provengono da un ciclo annuale di testi liturgici, pubblicato in molte edizioni, apparso per la prima volta a Meiningen e il cui autore sembra essere stato il duca Ernst Ludwig von Sachsen-Meiningen (1672-1724).

Traduzione del testo:
Onnipotente, tutto ciò che ho
è solo un tuo dono.
Quando sarò di fronte al tuo cospetto,
ti vorrò mostrare la mia gratitudine,
ma tu non mi chiederai alcun sacrificio.” 


Arcangelo Corelli (1653-1713)
Sonata op.2 n.12, “Ciaccona”

Flavia Madaghiele violino
Paolo Cantamessa violino
Morgan Zearott clavicembalo


J.S.Bach (1685-1750) : Aus Liebe will mein Heiland sterben
Aria dalla Matthaus Passion BWV 244

Viola Conti soprano
Yaroslava Maltseva flauto dolce
Flavia Madaghiele violino
Paolo Cantamessa viola

In questa struggente aria, collocata al cuore della Passione secondo Matteo, Johann Sebastian Bach dà voce al mistero della gratuità del sacrificio di Cristo. Il  testo sottolinea l’innocenza e la purezza dell’offerta, compiuta unicamente per amore dell’umanità.

La scrittura musicale è straordinariamente sobria e disarmante: l’aria è affidata alla voce di soprano, accompagnata da un ensemble rarefatto senza il basso continuo. Questa scelta timbrica, inconsueta per l’epoca, crea un’atmosfera eterea, sospesa, come se il fondamento stesso della musica venisse meno, a evocare la fragilità e la nudità del sacrificio.

La melodia vocale, dolce e quasi spoglia, non ricerca effetti drammatici ma si muove con compostezza, lasciando che l’ascoltatore venga immerso in un clima di contemplazione e stupore. La musica sembra fermare il tempo, aprendo uno spazio di silenzio interiore in cui il mistero della croce può essere accolto senza difese.

“Aus Liebe will mein Heiland sterben” è spesso considerata una delle pagine più alte della musica sacra di tutti i tempi: una meditazione musicale sull’amore disinteressato, che Bach restituisce con un linguaggio di estrema semplicità e allo stesso tempo di ineffabile profondità.

Traduzione del testo:
“Per amore il mio Salvatore vuole morire,
Egli che non conosce il peccato,
affinché l’eterna perdizione
e il castigo del giudizio
non rimangano sull’anima mia”

Henry Purcell (?-1695)
Da Sogno di una notte di mezza estate (musiche di scena da The Fairy Queen)
Hornpipe, Air, Rondeau, Prelude, Dance for the Green Men.

Flavia Madaghiele violino I
Noemi Celestini violino II
Paolo Cantamessa viola
Morgan Zearott clavicembalo


J.S. Bach
Aria “Zerfließe, mei Herze(dalla “Passione secondo Giovanni”, BWV 245)
Soprano, flauto, oboe da caccia e basso continuo

Viola Conti soprano
Yaroslava Maltseva flauto
Martino Noferi oboe da caccia
Morgan Zearott clavicembalo

“Zerfließe, mein Herze” è una delle arie più intime e toccanti della Passione secondo Giovanni di Johann Sebastian Bach, capolavoro sacro composto nel 1724 per il Venerdì Santo a Lipsia. Quest’aria è affidata alla voce del soprano e compare verso la fine della Passione, subito dopo la descrizione della morte di Gesù. Si tratta di un momento di profonda riflessione e dolore personale: il testo non è un semplice commento narrativo, ma un vero e proprio lamento interiore che invita al pianto e alla commozione.

Accompagnata da flauto, oboe da caccia, dal timbro dolente, e da un basso continuo sobrio ma espressivo, la voce solista intona una melodia accorata che sembra voler sciogliersi nel dolore. Il carattere musicale è intensamente lirico, quasi una ninna nanna funebre, in cui ogni frase sembra cullare le lacrime del cuore.

Il linguaggio musicale di Bach, con le sue linee vocali cesellate e la sensibilissima scrittura strumentale, amplifica il senso di pietà e di commozione umana, in un perfetto equilibrio tra arte e fede. Questa aria rappresenta uno dei vertici della spiritualità bachiana, nella quale il dolore non è mai disperazione, ma apertura a una compassione più grande. Alla  tonalità di fa minore (in cui il brano è scritto) , associata nel periodo barocco all’ “affetto” di sofferenza e solenne profondità, il teorico e compositore barocco Mattheson attribuisce il carattere di “dolore nobile” e di “tristezza composta e dignitosa”. La stessa tonalità la ritroverete nel brano bachiano che concluderà il programma.

Testo originale (tedesco)
Zerfließe, mein Herze, in Fluten der Zähren
dem Höchsten zu Ehren!
Erzähle der Welt und dem Himmel die Not:
Dein Jesus ist tot!

Traduzione italiana
Sciogliti, mio cuore, in un fiume di lacrime
in onore dell’Altissimo!
Narra al mondo e al cielo il tuo dolore:
Il tuo Gesù è morto!


J.S. Bac
Concerto in fa minore per clavicembalo e archi BWV 1056
Senza indicazione di tempo, Largo, Presto

Morgan Zearott clavicembalo
Flavia Madaghiele violino I
Noemi Celestini violino II
Paolo Cantamessa viola


INGRESSO LIBERO

Programma di sala 

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