marzo, 2020

05mar16:30Il Cherubini a Casa MartelliIntegrale delle 32 Sonate di Beethoven

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Dettagli Evento

Il primo giovedì di ogni mese, ore 16.30  – Seconda stagione

INTEGRALE DELLE 32 SONATE PER PIANOFORTE DI LUDWIG VAN BEETHOVEN
NEL 250° DELLA NASCITA (1770-1827)

Progetto del Dipartimento Strumenti a tastiera e a percussione
A cura di Mario Ruffini


Programma di giovedì 5 marzo – ANNULLATO A CAUSA DELL’EMERGENZA SANITARIA IN ATTO

Sonata n. 2 in La maggiore op. 2 n. 2
Allegro vivace
Largo Appasionato
Scherzo. Allegretto
Rondo
Nicola Giaquinto

Sonata n. 8 in Do minore op. 13 “Patetica”
Grave
Allegro di molto e con brio
Adagio cantabile
Rondò. Allegro
Fabio Pratesi

Sonata n. 16 in Sol maggiore op. 31 n. 1
Allegro vivace
Adagio grazioso
Rondò. Allegretto
Fabio Fornaciari

Sonata n. 21 in Do maggiore op. 53 “Waldstein”
Allegro con brio
Introduzione. Adagio molto
Rondò. Allegretto moderato
Hannah Kim

 

Note di sala
Le trentadue sonate sono forse il più intimo laboratorio creativo per un compositore che nell’arco dell’intera vita ha piegato e plasmato il genere ad ogni propria necessità. Il  programma della serata ci permette di delineare i tratti del Beethoven forse più conosciuto ai molti, quello degli accenti tellurici, dei silenzi, delle tensioni a cui fanno contrappeso  cantabilità e intimismo; quel Beethoven che rapidamente si impone per incisività di carattere e stile. Pubblicata nel 1796, la Sonata Op. 2 n. 2 fa parte di una raccolta di tre lavori dedicati al proprio maestro Haydn. Da notare è l’inusuale forma in quattro movimenti tipica del quartetto, della sinfonia che determina un certo ampliamento e sviluppo del materiale. Energica, spigliata ha i tratti dell’umorismo haydniano e presenta in particolare nel primo movimento un secondo tema denso di lirica ambiguità armonica. Beethoven è senza dubbio il compositore degli adagi: nei movimenti lenti ha espresso sublimi e ardenti desideri, venate malinconie; nelle ultime opere l’adagio racchiude serene preghiere di affidamento a Dio. E così nel Largo appassionato, pagina intensa in cui evoca sonorità orchestrali e vocali. Nei movimenti successivi permangono freschezza, brio. La Sonata Op. 13, a cui l’editore Eder affidò l’epiteto di “Patetica”, composta nel 1798-99 fin dai primi accordi dell’introduzione si discosta dalle precedenti per tinte drammatiche non lontane dal gusto Sturm un drang, chiamando a sé un silenzio carico di tensione e netti contrasti dialogici. Il materiale si sviluppa da poche cellule proliferanti, consuetudine sempre più distintiva del compositore. Il conflitto indubbiamente è l’arte beethoveniana, ma irradiato da una penetrante luce di speranza: un canto di fratellanza vibrante di interrogativi (“La decisione è difficile: deve essere? Deve essere!”). Intorno a primi dell’800 le condizioni dell’udito peggiorano drasticamente eppure la Sonata op. 31 n. 2, seconda di tre, come altre opere coeve, vive di humor, cantabilità e leggerezza. Beethoven, insoddisfatto dei propri precedenti lavori vuole incamminarsi verso un’altra via; il pianoforte, intimo terreno di esplorazione ne è il mezzo. Pur aleggiando un certo grado di introspezione, traspare nell’intera sonata una divertita parodia: gli sfalsamenti ritmici nell’Allegro, i caratteri goffamente affettuosi dell’aria all’italiana dell’Adagio grazioso, il comico “non” finale del Rondo. Sono anni di cruciale fermento: poco dopo l’Op. 31 scaturiscono quasi contemporaneamente (1803-4) l’Op. 53 e l’Op. 57 (“Appassionata”) che alterna squarci tumultuosi a paesaggi sonori pastorali, rispetto all’iridescente nitore della “Waldstein”. La scrittura si fa di un virtuosismo trascendente e gli espedienti timbrici arditi. Un’aurea brumosa avvolge la Sonata Op. 53 in particolare nel modernissimo finale con quei lunghi trilli e l’alone del pedale di risonanza. È il clima espressivo delle ultime sonate, fulgidi tremoli permeati di sereno abbandono.
Michele Sarti

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MUSEO DI CASA MARTELLI
Via Zannetti 8, Firenze
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Produzione
Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini”
Presidente Pasquale Maiorano
Direttore Paolo Zampini

Scuole di pianoforte
Susanna Bigongiari
Gloria D’Atri
Maria Grazia Dalpasso
Cecilia Giuntoli
Fabrizio Lanzoni
Giampaolo Nuti
Giovanna Prestia
Mario Ruffini

Scuole di musica da camera
Daniela De Santis
Tiziano Mealli

Scuole di storia della musica
Maurizio Biondi
Anna Menichetti

Coordinamento
Donata Bertoldi

Collaborazioni
Musei del Bargello
Museo di Casa Martelli
Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Kunsthistorisches Institut in Florenz –
Max-Planck-Institut
Amici di Casa Martelli e Palazzo Davanzati
Centro Studi Luigi Dallapiccola


Calendario completo della Rassegna

Orario

(Giovedì) 16:30

Location

Museo di Casa Martelli

Via Zannetti 8, Firenze

Organizzatore

Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze

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