aprile, 2026

27apr18:00Concerti al Buonumore 2026

Altri dettagli

Dettagli Evento

Giovedì 27 aprile 2026 ore 18.00
Sala del Buonumore Pietro Grossi


Il Dipartimento di Musica Elettronica e Scienze del Suono propone un concerto che vuole celebrare i 60 anni della nascita della Scuola di Musica Elettronica, primo corso di questa disciplina in un Conservatorio italiano fondato da Pietro Grossi. Il programma del concerto vuole presentare le varie prospettive nell’interazione fra creatività musicale e tecnologia. Prospettive che includono l’improvvisazione con strumenti tecnologici, l’impiego di suoni fissati su supporto e articolati nello spazio, l’interazione fra suoni acustici e elettroacustici e quella fra immagini e suoni. I
l concerto include composizioni dei docenti e alcune degli studenti, quest’ultimi anche nella veste di esecutori. Il concerto si apre e si chiude con due lavori di Pietro Grossi che rappresentano due diverse fasi della sua attività compositiva. Un omaggio a un grande musicista, una delle figure più innovative e importanti nel campo della ricerca fra tecnologia e musica.


60!

 

Pietro Grossi
SKETCHES NO. 1, 2, 3 (1963)

Composti all’S2FM, lo studio di musica elettronica allestito nel salotto di casa Grossi, prima di donare tutti gli strumenti al Conservatorio di Firenze e aprire la prima cattedra italiana di Musica elettronica nell’a.a. 1965/1966. Interamente analogici, sono tre piccoli divertimenti costruiti con materiali registrati da trasmissioni e pubblicità radiotelevisive, oltre alcune incisioni su disco. Nella loro freschezza ancora attuale, riflettono quel lato ironico e umorale che faceva parte delle tante sfaccettature di una personalità articolata e complessa come quella di Grossi. Come quella di tutti i creatori.

Marco Ligabue
RADIO DAYS (2001) per suoni fissati su supporto

L’idea è stata quella di provare a ripercorrere il secolo breve attraverso la radio, cercando di farlo con una vena di leggerezza, anche nei suoi eventi più tragici. Un piccolo mash-up di riappropriazione, poiché tale genere è nato in ambito elettroacustico molto prima che fosse fatto proprio dalla musica popular. Nello stesso tempo un Cinéma pour l’oreille a tutti gli effetti, sul filo d’equilibrio del documentario sonoro. Le registrazioni sono originali provenienti dagli archive Rai-Teche. Anche un omaggio al grande Allen che quegli anni della radio ha raccontato nel suo bel film – aneddotico anch’esso come del resto questo mio piccolo divertissement. Sicuramente con una maestria ben maggiore della mia.

Biagio Di Micco
MESHES OF THE AFTERNOON (2025) da un video del 1943 di Maya Deren

Capolavoro assoluto del cinema d’avanguardia americano, il film è basato su un montaggio puramente poetico che distrugge ogni riferimento spazio-temporale, in un “viaggio dell’inconscio” dove la protagonist si immerge attraverso immagini collegate con la libertà tipica del pensiero, trasformando gesti quotidiani in un labirinto onirico. La sonorizzazione si insinua nel “tempo verticale” dell’opera: la musica ne amplifica la tensione costante, tra veglia e allucinazione.

Lelio Camilleri
BEAT (2024) per suoni fissati su supporto

Beat  è un brano che si basa esclusivamente su suoni prodotti dalla batteria. In molti brani della fase post-acusmatica, ritorna l’idea di una  pulsazione ritmica regolare, seppur in contesti diversi. Credo che la musica elettroacustica debba andare oltre il recupero di un metro regolare, il brano vuole mettere in discussione questo approccio. Un’altra caratteristica del brano è la continua oscillazione fra strutture basate sulle sorgenti sonore originali del brano e altre formate da trasformazioni sempre più remote. Desidero ringraziare Lorenzo Milani, per l’assistenza durante la registrazione dei vari suoni e sequenze sonore della batteria avvenute al Conservatorio di Musica L. Cherubini, a cui vanno i miei ringraziamenti. Ringrazio anche Giovanni Magaglio per l’assistenza durante le sessioni di lavoro al centro Tempo Reale, dove il brano è stato realizzato. Il mio profondo ringraziamento va a Alessandro Fabbri, amico, collega e grande batterista, che ha prodotto tutti i suoni da cui derivano quelli del pezzo e al quale il pezzo è dedicato.

Michele Bischof, Giovanni Magaglio, Damiano Meacci, Leonardo Panni
IMPROVVISAZIONE 1 (2026) per quattro esecutori

Un’azione sonora in tempo reale, dove gesti, ascolto e interazione guidano la forma musicale. Suoni acustici e processi elettronici si intrecciano in un flusso imprevedibile, dando vita a paesaggi sonori in continua trasformazione. L’improvvisazione diventa spazio di ricerca, relazione e presenza, senza partitura né gerarchie prestabilite.

Daniela Fantechi
TICKLING FOREST (2020) per suoni fissati su supporto

Tickling forest è un brano elettroacustico per sistema a 8 canali. Alla base del brano c’è una selezione di diverse registrazioni di suoni strumentali prodotti utilizzando dei microfoni piezoelettrici su strumenti, quali chitarra, violino, pianoforte, contrabbasso, e guiro. I campioni selezionati sono stati processati attraverso operazioni diverse, principalmente di granulazione e filtraggio. I suoni processati presentano qualità diverse per morfologia, dinamica, registro e texture. A seconda delle loro qualità specifiche, i materiali sonori sono stati organizzati secondo principi diversi che vanno dall’analogia, alla trasformazione, alla variazione di densità, all’opposizione, dando luogo ad una struttura formale circolare.

Cesare Cotronei
STUDIO I (2025) per viola e fixed media – Matilde Giorgis viola

Il brano pone un dialogo fra il presente, rappresentato dai suoni live della viola, scritti in partitura, e il suo passato, evocato dai suoni fissati su supporto, provenienti anch’essi dalla viola ma registrati, modificati ed elaborati in precedenza.
Quest’ultimi creano “un lago di suoni” su cui lo strumento dal vivo galleggia e naviga, scontrandosi con il proprio passato e i propri ricordi, tentando una riconciliazione.

Pietro Grossi
SOUND LIFE NO. 4 (1982)

Il Sound Life no. 4 fa parte della serie di composizioni Sound Life, tutte basate su un preciso processo che coinvolge uno specifico aspetto sonoro. In questo caso il brano rielabora alcuni frammenti della parte conclusiva della Sagra della Primavera di Stravinskij, attraverso alcune routine basate su processi pseudo-casuali del programma TAUMUS.

Regia del suono: Lorenzo Milani


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INGRESSO LIBERO
Sala del Buonumore Pietro Grossi
Conservatorio Cherubini
Piazza delle Belle Arti 2, Firenze

Orario

(Lunedì) 18:00

Location

Sala del Buonumore Pietro Grossi

piazza delle Belle Arti 2

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