maggio, 2026
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Dettagli Evento
21 – 22 maggio ore 15.00 – 19.00 Villa Favard, Secondo piano 4 INSTALLAZIONI SONORE Le quattro installazioni sonore presentate all’interno di Elettronica al parco testimoniano una parte significativa dei percorsi di ricerca sviluppati dagli
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Dettagli Evento
21 – 22 maggio ore 15.00 – 19.00
Villa Favard, Secondo piano
4 INSTALLAZIONI SONORE
Le quattro installazioni sonore presentate all’interno di Elettronica al parco testimoniano una parte significativa dei percorsi di ricerca sviluppati dagli studenti del Dipartimento di Musica Elettronica e Scienze del Suono, tra elaborati finali del biennio magistrale e progetti autonomi. La sound art, le installazioni e le pratiche intermediali occupano infatti un ruolo centrale nella ricerca artistica e nella formazione offerta dal Dipartimento. La presentazione di questi lavori offre l’occasione di condividere con il pubblico gli esiti di percorsi creativi, progettuali e di ricerca.
Reminiscenze per nastro e magnetofoni di Francesco Dendi (aula 13)
L’opera fa parte della mostra Serbare n.1 – per sguardo e ascolto, nata da un periodo di residenza presso la Fortezza di Poggio Imperiale di Poggibonsi (SI), all’interno del progetto La Casa del Custode dell’associazione Mixedmedia, con il patrocinio del Comune di Poggibonsi e dei Musei Senesi.
Reminiscenze è una composizione ottofonica per magnetofoni e nastro. L’opera si basa su materiali d’archivio del collezionista Mirco Roppolo, che ha messo a disposizione anche sei magnetofoni ( due stereo e quattro mono) recuperati negli anni insieme a vinili e nastri dedicati all’educazione all’ascolto.
Il materiale sonoro principale (proveniente dall’archivio sonoro di Mirco Roppolo è costituito dal suono di una campana (un “suono-segnale”, come direbbe R. Murray Schafer) e dalla voce di una cantante giapponese che esegue una scala composta da 48 intervalli microtonali. Questi elementi sono stati successivamente trasformati digitalmente attraverso tecniche di granulazione, spazializzazione, riverberazione e time-stretching.
Accanto ai campioni della campana e della voce, emergono suoni di paesaggio che, come reminiscenze, affiorano durante lo sviluppo della composizione.
L’opera intende indagare il tema della custodia della memoria e interrogarsi su come ciò che viene custodito possa essere conservato: come elemento immutabile nel tempo oppure come materia soggetta a trasformazione.
AEden di Irene Fortunato (aula 15)
Aeden è un progetto di Irene Fortunato, sviluppato all’interno del contesto accademico in quanto elaborato finale del corso di laurea in Musica e Nuove Tecnologie, presso il Conservatorio di Musica Luigi Cherubini. Lo spazio suggestivo nel quale il visitatore è invitato ad accedere ricrea il paesaggio sottomarino del golfo di Aden. Un ecosistema vivace ad alta biodiversità, costantemente minacciato da disastri ambientali causati dall’uomo. La giustapposizione di elementi sonori e visivi restituisce l’impressione di una barriera corallina incantata, cristallizzata in un equilibrio tanto affascinante quanto fittizio. È da questa contraddizione che nasce il nome dell’opera: una crasi tra Aden e Eden. Tuttavia, se dal vecchio paradiso terrestre siamo stati cacciati per cattiva condotta, Aeden al contrario ci accoglie. Il pubblico è infatti invitato ad interagire con le sculture di fauna marina realizzate da Andrea Moretti. La struttura in rame delle statue reagisce al contatto, propagando nell’aria un suono acuto e improvviso. Ciò rappresenta una metafora dei limiti necessari verso i corpi delle altre specie, troppo spesso sfruttati per il divertimento dei turisti. Al contempo, lo spazio si modifica, conformandosi al passaggio degli esseri umani che divengono parte integrante della vita marina e del ciclo naturale. Siamo dunque di fronte ad un universo ideale nel quale l’uomo è tornato allo stato di natura, attraverso il liquido amniotico che ha originato la vita? No, o meglio, non solo.
Aeden è il ritratto di uno dei tantissimi patrimoni naturali sul nostro pianeta, ma vuole soprattutto fornire uno spunto di riflessione sul rapporto tra uomo e natura, immaginando modalità alternative di convivenza basate su sentimenti di affezione ed appartenenza.
(testo di Sara Cogotti)
Studio I – Un’architettura di luce e suono di Edoardo Martini (aula 14)
Studio I è un’installazione intermediale audiovisiva che indaga la relazione tra luce, suono, spazio e percezione, proponendo una ridefinizione del confine tra oggetto e ambiente. Il lavoro è concepito come uno studio sul rapporto tra gestione illuminotecnica e audio spazializzato, al cui centro si collocano i nodi luminosonici, punti di origine reticolare che sembrano emettere o diffondono sia luce che suono. Composta da sei unità distribuite in modo da evitare simmetrie rigide, l’installazione si configura come un’architettura multimediale permeabile in dialogo con l’intero ambiente espositivo. L’insieme delinea un circuito spaziale aperto, all’interno del quale il visitatore può muoversi liberamente, immergendosi in un campo percettivo dinamico. Ogni evento audiovisivo è definito non solo dalle caratteristiche isolate delle singole componenti mediali, ma soprattutto dalle modalità di interazione tra luce e suono.
Piano Chiuso di Matteo Zetti (atrio aula 13)
“Piano Chiuso” è un progetto che esplora le potenzialità acustiche del pianoforte partendo da una semplice riflessione sul rapporto fisico e spaziale con lo strumento: sonorità non convenzionali richiedono posture e movimenti non tradizionali!
Da qui nasce il desiderio di unire il fascino di questi suoni acustici alla naturalezza dell’impostazione classica. In “Piano Chiuso”, il coperchio della tastiera viene abbassato: il musicista mantiene la propria posizione abituale davanti allo strumento, ma utilizza dei controller posizionati sul coperchio per guidare motori installati all’interno.
Questo approccio libera l’essenza più grezza e profonda del pianoforte, dando vita a tappeti sonori e suggestioni percussive, senza sottrarre al musicista il suo naturale equilibrio fisico.
L’elettronica si fa così prolungamento discreto del gesto: un mezzo che permette di ascoltare e plasmare la voce nascosta dello strumento restando ancorati alla propria postazione tradizionale.
Le installazioni sonore sono presentate nell’ambito di STEMS Rassegna di musiche elettroniche del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. La rassegna, giunta alla sua quinta edizione, è ideata e promossa dal dipartimento di Musica Elettronica e Scienze del Suono del Conservatorio L. Cherubini di Firenze con la finalità di creare progetti e attività produttive e per valorizzare e ampliare le competenze degli studenti del Polo delle Arti e del Design. A tal fine la rassegna vive attraverso la continua relazione tra il dipartimento di Musica Elettronica e Scienze del Suono con altri dipartimenti del Conservatorio e le altre Istituzioni del Politecnico.
La rassegna si realizza attraverso masterclass, workshop, laboratori, concerti ed eventi.
Orario
21 (Giovedì) 15:00 - 22 (Venerdì) 19:00
Location
Villa Favard
via Rocca Tedalda, Firenze